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Al mal tiempo buena cara 😂😂 así se dice ajajaja!! Hxc 🤪🥤 simplemente! Felicidad en su mayor esplendor!! #chile #embalseelyeso #chilegram #instachile #cajondelmaipo #travel #happy #instagood #instalike #vida #feliz #photooftheday #photography #photo #cute #beautiful #snow #nature #naturaleza #travelgram #trip #adventure #naturelovers #love


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Après moultes heures de marchés sous la canicule, après avoir vaincu les mouches de la forêt, et après une montée finale éprouvante, on touche enfin au but ! Le Glandasse se dévoile et nous, on se repose sur le grand cairn.
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🌍 Châtillon-en-Diois, Auvergne Rhône-Alpes, 🇫🇷
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➡️ récit de la rando à lire sur le blog ⬅️
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#diois #glandasse #vercors #drome #drometourisme #alpes #mountainlovers #montagne #nature #naturelovers #hiking #randonnée #rando #bluesky #magnifiquefrance #igersfrance #irvglandasse

Châtillon-En-Diois, Rhone-Alpes, France

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Blessed Sunday. Relaxing week ahaead, just hoping for a better weather.
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#day161of365 #teampixel #auckland #newzealand #aucklandbridge


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《Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il passaggio era interdetto e San Felice Circeo occupato da i tedeschi, Alessandra si era rifugiata qui con la figlia e la cuoca, trovando un’oasi di pace lontana dalla guerra. Che però non era tanto lontana, perché i suoi echi arrivavano sotto forma di scatolette di cibo alla deriva provenienti dalle navi affondate e di corpi annegati che andavano ad incagliarsi tra le rocce del Circeo.
I panni si lavavano a Vasca Moresca, un ex abbeveratoio, o nelle cisterne romane, e si stendevano al sole nei prati. La pesca si faceva ancora con le bombe o con il fucile. L’acqua arrivava dal paese sul groppone dell’asino Oreste e gli spaghetti si facevano a mano, sul tavolaccio di fronte al mare.
Finalmente la guerra finì e a Punta Rossa, nella “casetta di latta”, la vita ricominciò a scorrere più intensamente. Arrivò Nina, una cammella, in piroscafo a Napoli. Arrivata a Punta Rossa Nina fece amicizia con la capra Margherita-Bianca, il caprone suo marito, il cane lupo Tref ed Oreste.
Un vecchio cacciatore, amico di Alessandra, giunto a Punta Rossa le consigliò di scavare in un certo punto perché vi avrebbe trovato l’acqua. Fu scavato a lungo e
in profondità. I lavori furono faticosi e si protrassero per mesi. Quando ormai si erano perse le speranze, ecco apparire un inequivocabile luccichio nel profondo
pozzo: era l’acqua ed era abbondante. Dopo la scoperta dell’acqua Oreste fu messo a riposo e trascorse una dignitosa vecchiaia, mentre Nina divenne celebre dando il suo nome al night che nacque in quel periodo e che ora non c'è più, "Chez Nina".
Il sogno di un’oasi meravigliosa è poi cresciuto nel tempo. E’ nata una strada al posto del sentiero e la casa di latta è diventata un Hotel》(II)

HOTEL PUNTA ROSSA

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Location: The Jungfraujoch glacier saddle, connecting Jungfrau and Monch peaks of the Bernese Alps in Switzerland, at an altitude of 3466 m.
Popularly called "Top of Europe", this place is accessible by the mountain railway, through a tunnel built inside the mountains themselves! 🇨🇭
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Jungfraujoch

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Always make a Stand!
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#day163of365 #teampixel


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《Negli anni '20 il Monte Circeo, escluso il centro storico di San Felice, era un posto inesplorato. Un sentiero stretto portava dal Faro alle Batterie. Era il sentiero della Torraccia, battuto dai soldati del Fortino nel ‘700 (il Forte Napoleonico delle Batterie) e da quelli che facevano da vedetta sulla Torre Moresca ancora più su.
I sanfeliciani, che storicamente temevano il mare come la peste, stavano ben lontani dalle zone selvagge di Quarto Caldo (il quarto del Monte Circeo esposto al sole e bagnato dal mare, tra Cima Cretarossa e Cima Vasca Moresca)
dove raccoglievano timorosi le fascine per cucinare e riscaldarsi, stando bene attenti ad impadronirsi solo dei rami già caduti. Tutto il Promontorio del Circeo faceva parte dei possedimenti del Barone Aguet che usava il bastone con i popolani che osavano tagliare la legna dagli alberi o cacciare sulle sue terre.
Nessuno aveva esplorato per pura curiosità e piacere la profondità delle sue grotte, nessuno si tuffava nelle acque verdi dalle scogliere e prendeva il sole nelle calette bianche ed assolate.
La prima a farlo fu una donna, un po’ borghese e un po’ selvaggia, Alessandra Venuti Battaglia.
Nel ’26 su una punta di creta rossa delle Batterie (che aveva soprannominato Punta Rossa) aveva costruito una casa prefabbricata
che assomigliava ad una baracca, senza luce e senza acqua, con il tetto di lamiere. E da questa “casa di latta”, accessibile solo attraverso uno stretto sentiero lungo circa 3 km, aveva iniziato a bonificare il terreno, a crescere margherite ed a domare i ginepri. Con qualche carica di tritolo aveva esploso le rocce aguzze che limitavano l’accesso alla baia di sassi poco più creando la sua personale spiaggia paradisiaca.》(I)

Spiaggia Dei Prigionieri

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